Il fatto del giorno

Il fatto del giorno
p. Antonio Rungi

Teresa di Calcutta

Ho avuto la gioia di incontrarla personalmente e salutarla pure nello stadio di Formia, a giugno del 1989, in occasione della visita del Santo Padre all’arcidiocesi di Gaeta e porto anche impresso nella mente quel breve incontro e saluto che ebbi modo di scambiare con questa piccola dolcissima su orina, già allora considerata santa e un modello di vita cristiana per tutti. Oggi a distanza di dieci anni dalla sua morte ricordarla nella preghiera e nella celebrazione della sua memoria come Beata è un motivo di profonda gioia, mentre tutti si attendono quanto prima il riconoscimento di un altro miracolo per poterla proclamare Santa. Madre Teresa di Calcutta è una santa straordinaria dei nostri tempi, che ha sofferto molto, ha donato moltissimo, si è immersa totalmente nel mistero dell’Amore infinto di Dio, calando questa sua esperienza mistica nella quotidianità scegliendo i poveri per incarnare il vangelo della carità nell’oggi della storia. La vita di Madre Teresa è un’avventura umana, spirituale, carismatica unica per certi versi, se non altro perché la sua santità ha spaziato sull’intero pianeta e non è stata una santa locale, bensì universale, ricalcando i modelli di una società globalizzata come quella nella quale questa piccola suora ha vissuto profondamente il messaggio cristiano dell’amore universale, dell’amore che non ammette eccezioni, non discrimina, di un amore che serve la vita dal primo concepimento, fino all’ultimo istante della sua vita terrana, soprattutto quando portava le piaghe e le ferite delle cattiverie, ingiustizie e violenze dell’uomo del nostro tempo. Madre Teresa di Calcutta, al secolo Agnes Gonxha Bojaxhiu, era nata il 26 agosto 1910 a Skopje (ex-Jugoslavia, oggi Macedonia), da una famiglia cattolica albanese. A 18 anni decise di entrare nella Congregazione delle Suore Missionarie di Nostra Signora di Loreto. Partita nel 1928 per l’Irlanda, un anno dopo è già in India. Nel 1931 la giovane Agnes emette i primi voti prendendo il nuovo nome di suor Mary Teresa del Bambin Gesù (scelto per la sua devozione alla santa di Lisieux), e per circa vent’anni insegnerà storia e geografia alle ragazze di buona famiglia nel collegio delle suore di Loreto a Entally, zona orientale di Calcutta. Oltre il muro di cinta del convento c’era Motijhil con i suoi odori acri e soffocanti, uno degli slum più miserabili della megalopoli indiana, la discarica del mondo. Da lontano suor Teresa poteva sentirne i miasmi che arrivavano fino al suo collegio di lusso, ma non lo conosceva. Era l’altra faccia dell’India, un mondo a parte per lei, almeno fino a quella fatidica sera del 10 settembre 1946, quando avvertì la “seconda chiamata” mentre era in treno diretta a Darjeeling, per gli esercizi spirituali. Durante quella notte una frase continuò a martellarle nella testa per tutto il viaggio, il grido dolente di Gesù in croce: “Ho sete!”. Un misterioso richiamo che col passare delle ore si fece sempre più chiaro e pressante: lei doveva lasciare il convento per i più poveri dei poveri. Quel genere di persone che non sono niente, che vivono ai margini di tutto, il mondo dei derelitti che ogni giorno agonizzavano sui marciapiedi di Calcutta, senza neppure la dignità di poter morire in pace. Suor Teresa lasciò il convento di Entally con cinque rupie in tasca e il sari orlato di azzurro delle indiane più povere, dopo quasi 20 anni trascorsi nella congregazione delle Suore di Loreto. Era il 16 agosto 1948. La piccola Gonxha di Skopje diventava Madre Teresa e iniziava da questo momento la sua corsa da gigante. Il 7 ottobre 1950 la nuova Congregazione ottiene il suo primo riconoscimento, l’approvazione diocesana. È una ricorrenza mariana, la festa del Rosario, e di certo non è casuale, dal momento che a Maria è dedicata la nuova famiglia religiosa. L’amore profondo di Madre Teresa per la Madonna aveva salde radici nella sua infanzia, a Skopje, quando mamma Drone, che era molto religiosa, portava sempre i suoi figli (oltre a Gonxha c’erano Lazar e Age) in chiesa e a visitare i poveri, ed ogni sera recitavano insieme il rosario. La figura della Vergine ha ispirato lo Statuto delle Missionarie della Carità. La Madonna è detta la prima Missionaria della Carità in ragione della sua visita a Elisabetta, in cui dette prova di ardente carità nel servizio gratuito all’anziana cugina bisognosa di aiuto. In aggiunta ai tre usuali voti di povertà, castità e obbedienza, ogni Missionaria della Carità ne fa un quarto di "dedito e gratuito servizio ai più poveri tra i poveri", riconoscendo in Maria l’icona del servizio reso di tutto cuore, della più autentica carità. La devozione al Cuore Immacolato di Maria è l’altro aspetto del carisma mariano e missionario dell’opera di Madre Teresa, praticato con i mezzi più tradizionali e più semplici: il S. Rosario, pregato ogni giorno e in ogni luogo, persino per la strada; il culto delle feste mariane (la professione religiosa delle sue suore cade sempre in festività della Madonna); la preghiera fiduciosa a Maria affidata anche alle “medagliette miracolose” (Madre Teresa ne regalava in gran quantità alle persone che incontrava); l’imitazione delle virtù della Madre di Dio, in special modo l’umiltà, il silenzio, la profonda carità. La figura minuta di Madre Teresa, il suo fragile fisico piegato dalla fatica, il suo volto solcato da innumerevoli rughe erano conosciuti in tutto il mondo. Attiva e contemplativa al tempo stesso, nella Madre c’erano idealismo e concretezza, pragmatismo e utopia. Lei amava definirsi "la piccola matita di Dio", un piccolo semplice strumento fra le Sue mani. Riconosceva con umiltà che quando la matita sarebbe diventata un pezzetto inutile, il Signore l’avrebbe buttata via, affidando ad altri la sua missione apostolica. Madre Teresa è scomparsa a Calcutta la sera del venerdì 5 settembre 1997, alle 21.30. Aveva 87 anni. Il 26 luglio 1999 è stato aperto, con ben tre anni di anticipo sui cinque previsti dalla Chiesa, il suo processo di beatificazione; e ciò per volontà del S. Padre, Giovanni Paolo II di v.m. che, in via del tutto eccezionale, ne volle accelerare la procedura: per la gente Madre Teresa è già santa. Il suo messaggio è sempre attuale. “Puoi trovare Calcutta in tutto il mondo – lei diceva – , se hai occhi per vedere. Dovunque ci sono i non amati, i non voluti, i non curati, i respinti, i dimenticati”. I suoi figli spirituali continuano in tutto il mondo a servire “i più poveri tra i poveri” in orfanotrofi, lebbrosari, case di accoglienza per anziani, ragazze madri, moribondi. In tutto sono 5000, compresi i due rami maschili, meno noti, distribuiti in circa 600 case sparse per il mondo; senza contare le molte migliaia di volontari e laici consacrati che portano avanti le sue opere. “Quando sarò morta – diceva lei –, potrò aiutarvi di più…”. Al piano terra della Mother House, la casa-madre nella Lower Circular Road di Calcutta, c’è la cappella semplice e disadorna dove dal 13 settembre 1997, dopo i solenni funerali di Stato, trasmessi in diretta dalle televisioni di tutto il mondo, riposano le spoglie mortali di Madre Teresa. Fuori, nel fitto dedalo di viuzze, i rumori assordanti della metropoli indiana: campanelli di risciò, vociare di bimbi, lo sferragliare di tram scalcinati attraverso i gironi infernali della miseria. Dentro, invece, il tempo sembra fermarsi ogni volta, cristallizzato in una specie di bolla rarefatta: la cappella accoglie una tomba povera e spoglia, un blocco di cemento bianco su cui è stata deposta la Bibbia personale di Madre Teresa e una statua della Madonna con una corona di fiori al collo, accanto a una lapide di marmo con sopra inciso, in inglese, un versetto tratto dal Vangelo di Giovanni: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”(15,12). Nell’amore ha costruito la sua santità e invita tutti noi a percorrere la stessa strada. Non a caso le fu attribuiti il Premio Nobel della pace, in ragione del suo impegno a favore dei poveri di tutto il mondo e di tutti i poveri senza eccezione di nessuno.

© Copyright CATTOLICI.NET Tutti i diritti riservati

Altri numeri della Rubrica

Seguire Cristo

GESU' CROCIFISSO

Corpus Domini

Trinità:dialogo d'amor

Vieni Santo Spirito

Oltre il cielo, Dio

Un amore grande

Cristo, Buon pastore

Una fede totale

Pasqua è rialzarsi

L'umiltà di Cristo!

L'adultera perdonata

La gioia del perdono

Tempo di conversione

Volto del Crocifisso

La nostra Quaresima

I beati e i rovinati

I pescatori del Regno

Cristo Profeta

Cristo liberatore